Rizzuti: forme sensitive

La Tavolozza, via Libertà 39, fino al 12 marzo

Molte persone sono cieche alla forma, lo sapeva Henry Monroe quando raccomandava di “imparare a sentire la forma semplicemente come forma”. E forse la stessa cosa intendeva Arturo martini affermando che “La scultura non è metafora, è una piccola esaltazione”. Far correre il pensiero, giocare coi traslati e con le associazioni è, quindi, secondario di fronte a una scultura. Perentorio è, invece, l’invito a servirsi delle mani per comprendere la materia e il segno dell’artista (“un bronzo bisogna saperlo accarezzare come una bambola”, ha scritto Marino Marini).
Da questa posizione, eminentemente sensitiva, riuscirà semplice concepire le sculture di Salvatore Rizzuti come forme sottoposte a improvvise e dolorose espansioni. Vi è, in questa mostra alla Tavolozza, un bronzetto che presuppone tutti gli altri. Il suo titolo è “Raccoglimento” e rappresenta una figura femminile piegata su se stessa: la sua struttura è come un nucleo compatto, carico di energie compresse, di forse “implosive”. Dalla sua brusca apertura nasceranno le altre figure, che porteranno evidenti i segni di questo spasimo nella schiena inarcata nelle mutilazioni, nelle torsioni.
La stessa tensione, attenuata dal diverso materiale e dalle grandi dimensioni, presiede alle sculture di legno e trova persino risonanze drammatiche nella figura femminile del “Vespro siciliano“, simbolo dell’Isola assoggettata allo straniero con la complicità della Chiesa. in questo gruppo, statuario e potente, Rizzuti sfiora la semplificazione descrittiva e rischia il contrasto tra la forma immobile del vescovo e le altre due sculture, vibranti e contratte.
Solo in un bronzetto, infine, la materia appare distesa, pacificata: la “Donna obesa“, figura complice e materna che si denuda con un gesto misurato e familiare. Questa serenità non trova altri riscontri in Rizzuti, artista introverso e sotterraneo, che guarda Attardi e Bodini e ha già in mente di rendere più essenziale il suo discorso, di suggerire più che di rappresentare.

Quotazioni in galleria: Bronzetti da L. 1.700.000 a L. 2.500.000; Sculture di legno da L. 14.000.000 a L. 45.000.000

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