Introduzione al catalogo della prima personale al Circolo “Omnia” di Marineo

Nascere a Caltabellotta nel 1949, e forse ancora oggi, può significare nascere fuori dal mondo in una dimensione arcaica e remota come le antiche querce che diedero il nome al paese che prima si chiamava Triocala.
Fino all’età di diciotto anni Totò è vissuto tra le cose di paese e quelle in campagna nella gran montagna lavorando con i fratelli e col padre ed a custodire il gregge.
Chi sa cosa passa per la mente di un giovane pastore durante le lunghe ore di guardia al gregge e conducendo al pascolo o all’abbeverata, solo, taciturno, scavando nel profondo del suo cuore.
La magia del male sacro che è il pensiero come una voce misteriosa e che non si sa dove viene né da chi, gli tiene compagnia di giorno e di notte. Poi una mattina la creta, il legno, la pietra cominciano a diventare materia da plasmare. Tu sei pietra, legno, creta ma io con le mie mani ti faccio diventare un’altra cosa, quello che pensi, quello che ho sognato ad occhi aperti, ti darò un’altra forma ed anche qualcosa di mio, che è dentro di me.
Forse allo stesso modo Dio rivolgendosi al nulla disse: tu sarai tutto, e creò il mondo e l’uomo che gli somiglia.
Salvatore già nei primi anni dell’infanzia trae dalla creta, dal legno, dalle pietre oggetti, spade, sciabole, figure umane, teste di personaggi impressi nella memoria, con il coltello e poi con uno spillone per definire i particolari del viso, delle mani, degli attributi.
Lo scultore spontaneo, primitivo è già nato.
Ora dopo avere superato la licenza media e dopo essersi diplomato al liceo artistico di Palermo, frequenta il corso di scultura all’Accademia di Belle Arti. Dopo una prima mostra di scultura e grafica al centro di Cultura di Sciacca e un’affermazione di indiscutibile prestigio nell’Estemporanea di Caltabellotta dello scorso anno, questo è il terzo incontro di Salvatore Rizzuti, questa volta con il pubblico di Marineo sensibile ed intelligente. Giudizi critici, accostamenti se ne possono fare diversi per l’arte di Salvatore rizzuti ed è chiaro che il genio di Michelangelo lo cerca come un vento profondo con tutte le inquietudini  dell’Homo Faber.
Comunque Salvatore somiglia soltanto a se stesso per quello che è e per quello che sarà: l’espressione vivente della gente del suo paese aspra, forte e testarda ma anche capace di sottili sfumature e di voli liberi e senza fine.

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