Sculture alla ricerca del mito

Si inaugura questo pomeriggio alla galleria Corimbo Loft la mostra delle opere di Salvatore Rizzuti, docente dell’Accademia di Belle Arti

La donna come pura essenza, lontano dai canoni attuali

Palermo – Sculture che ricercano il mito, privilegiando significati temporali piuttosto che una ricerca di attualità a tutti i costi
Lontano dal fragore quotidiano i lavori di Salvatore Rizzuti, che verranno presentati questo pomeriggio da Corimbo Loft, in via Principe di Belmonte, fino al 5 giugno.
“Sculture”. Questo il laconico titolo che tende a sottolineare la volontà dell’autore a non identificare le sue opere, figure dai tratti non precisi, solo uomini e donne, senza alcuna pretesa di essere qualcuno, o forse piuttosto alla ricerca di un senso più ampio. Ed ecco il mito greco con Dafne, il cui volto si confonde con le venature dell’albero in cui si trasforma, un simbolo, non un personaggio mitologico, il cui significato sembra essere lasciato all’osservatore di turno.
Ritratti femminili, che sono di certo preferiti dall’autore siciliano, che si prestano a un’interpretazione sulla femminilità ora in senso di creazione in quanto madre ora come vessillo di sensualità. Le forme sono sempre piene, modelli estetici che richiamano un passato lontano dai canoni attuali (tra diete e fitness), ritrovando un concetto di donna come pura essenza, che si rivela in tutta la sua efficacia con “La pelle“, un corpo coperto da un drappo, un corpo di intensa bellezza che gioca su un’apparente anonimato, una trasparenza che rimanda solo al fascino dell’essere donna; nella “Grande Madre” dal mito primitivo della Madre terra generatrice di vita, che si concretizza nel “Parto“. Le sculture di Rizzuti si soffermano anche su una religiosità, affacciandosi al cattolicesimo come i movimenti eretici all’inizio del primo millennio, un ritorno alle origini con una figura di Cristo di un’intensa umanità, dal corpo emaciato e dal viso trasfigurato dal dolore.
Originario di Caltabellotta, Salvatore Rizzuti è dal 1976 docente all’Accademica di Belle Arti di Palermo, vive e lavora a Monreale.
Il suo percorso artistico raramente lo ha condotto fuori dalla Sicilia, ma contrariamente ad un uso di alcuni artisti locali non si è lasciato catturare dalla ricerca di un senso del luogo di appartenenza, ma in “Sculture” è l’opera stessa a dare un senso dell’arte, l’uso del materiale, legno, gesso, bronzo o terracotta, che raccontano a chi le guarda lo scopo ultimo dell’arte, quell’accenno di immortalità che la vita non possiede, ma che attraverso un’arte senza connotazioni temporali, lo scultore riesce a rendere.

Leggi l’articolo in .pdf

Condividi
Newsletter

Newsletter


Iscriviti alla newsletter per ricevere informazioni sull'attività di Salvatore Rizzuti