Monumento a Francesco Crispi e Rosalie Montmasson

Bronzo
2011

Monumento a Francesco Crispi e Rosalie Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson
Monumento a Francesco Crispi e Rosalie a Montmasson

Relazione finale dell’artista

Quando, un anno fa, mi è stata proposta la realizzazione del monumento a Francesco Crispi, ho avuto un attimo di titubanza, consapevole di trovarmi di fronte a un personaggio fortemente “scomodo”, a fronte del quale sarebbe risultato sicuramente più “comodo” rinunziare. Ho fatto il contrario, e ne spiego le ragioni.
Prendere posizione, anche ideologicamente, nei confronti delle grandi personalità che hanno segnato la storia, è sicuramente un diritto-dovere di tutti, soprattutto dell’artista, anche se l’ultima parola spetta sempre agli storici.
La forma, in quanto tale, è sintesi, e compito dell’artista è quello di dovere esprimerla al meglio; sublimando il tema trattato e ponendosi al di sopra delle opinioni contrapposte; cosa ovviamente non facile. Io ci ho provato, gli altri giudicheranno.
In fase di studio del personaggio mi si è configurata, sempre più prepotentemente, la nobile figura di Rose Montmasson, seconda moglie di Crispi, che condivise con lui venticinque anni della sua vita, prima di essere ripudiata dallo stesso.
La Montmasson non fu la semplice compagna di vita di Crispi, ma soprattutto la compagna di lotta contro i Borboni, tanto da avere partecipato essa stessa, unica donna, alla spedizione dei mille, attivandosi anche come infermiera dei garibaldini feriti.
Questa “eroina”, dimenticata, per non dire celata, dalla storia, ha rappresentato per me quel momento di sublimazione di cui prima, e ho fatto si che incarnasse tutta una serie di simbologie, che la riscattassero come donna, come rivoluzionaria e forse soprattutto come anticipatrice di tante conquiste sociali, di cui le donne, da lì a tutt’oggi, sarebbero state protagoniste.
Contrariamente a Crispi, che ho ritratto mediante foto dell’epoca, quello della Montmasson vuole essere un ritratto assolutamente ideale; di una donna sicura e fiera di sé; con la clessidra nella mano sinistra e la spada nella destra. La clessidra vuole essere il punto focale di tutta l’opera, sottolineando il tempo che passa e che rende giustizia di tutte le cose. La spada (sciabola garibaldina), vuole simboleggiare l’aspetto fiero e combattivo che rese la Montmasson, al pari degli uomini, partecipe degli eventi bellici risorgimentali.
Dritta nella sua posizione ponderata, fissa dritto negli occhi il Crispi, che, a sua volta, con aria un po’ pensierosa e riflessiva, osserva la clessidra, leggendo in essa, metaforicamente, la verità storica risultata dalla sedimentazione del tempo.
Il vestito di Lei, quasi una velatura, lascia trasparire le fattezze del corpo, a significare che, appunto, la verità deve essere “trasparente”, e lei la incarna al meglio, come monito alle ingiustizie subite da chi dalla storia stessa viene posto nel dimenticatoio.
Questo il significato che ho voluto dare a tutta l’opera, affinché risultasse il meno retorica possibile (nel caso di questo tipo di monumenti il rischio c’è sempre) e perché potesse assumere un valore simbolico forte, anche attraverso la figura di Rose Montmasson, moglie ingiustamente ripudiata di Francesco Crispi. Un Crispi che, al di là degli schieramenti, ha contribuito a determinare il corso della storia; nel bene e nel male, come per il resto degli uomini.

Salvatore Rizzuti, 27 dicembre 2011

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