Monumento ai migranti

Bronzo
2011

Monumento ai migranti
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Relazione dell’artista

Il Monumento
Quella che un cinquantennio fa per noi fu la grande emigrazione, portò grandi sofferenze e separazioni, ma portò anche integrazione e scambi culturali con altri popoli.
Oggi il fenomeno si ripropone a livello globale e in modo più drammatico, attraverso i grandi flussi immigratori che dal sud, e dall’est del mondo, si spostano verso i paesi ricchi dell’occidente, compreso il nostro. Per cui, alla luce della nostra esperienza emigratoria, di cui conosciamo bene i drammi, abbiamo oggi l’obbligo, etico e morale, di immedesimarci e integrarci con gli immigrati, poiché dobbiamo ritenerci tutti cittadini del mondo, abbattendo i tanti muri che ancora separano, l’Umanità, fisicamente e culturalmente.
Su questi principi si basa il significato che ho voluto dare al mio progetto di Monumento all’emigrazione, non limitando il tema ai soli alessandrini emigrati nel mondo, ma estendendolo al fenomeno emigratorio a livello planetario
Infatti ho voluto esprimere un’idea semplice ed essenziale: due mani protese verso una terza mano in uno slancio amichevole che abbatta tutti i muri tra gli stati e di segregazione dei popoli.
La lastra verticale in perlato di Sicilia simboleggia il tradizionale “muro di separazione” che ha sempre diviso i paesi poveri da quelli ricchi; muro idealmente demolito mediante una breccia (spacco verticale centrale) attraverso il quale si realizza la libertà e l’unione dei popoli e delle razze.
Sulla lastra verticale, in asse con lo spacco centrale, è praticato un grande foro circolare atto a simboleggiare la sfericità del globo terrestre. Al centro del grande foro, orizzontalmente, è posto un circolo in bronzo, dello stesso diametro del foro, a cui sono ancorati gli avambracci, con le mani che convergono al centro di tutta la composizione. Le tre mani, cuore ed essenza dell’intera composizione, in dimensioni poco più che al vero, saranno realizzate in bronzo, con la tecnica a cera persa.

Il Basamento
L’intero basamento sarà realizzato in cemento armato a faccia vista, testurizzato con canapa grossolana a maglia larga. Il basamento sarà composto da tre cerchi concentrici, dei quali il cerchio centrale conterrà il monumento vero e proprio; il secondo cerchio, concavo, costituirà l’aiola con le terre provenienti sia dai paesi emigratori che da quelli immigratori; le terre, a mio avviso, vanno rimescolate tutte insieme a simboleggiare la fusione fra tutti i popoli; il terzo cerchio sarà un gradino esterno di coronamento di tutta l’opera.
Le quote, rispetto al piano di calpestio della piazza, saranno le seguenti: cm 38 per il basamento centrale su cui è posto il monumento; cm 18 per l’aiola e il gradino di coronamento. Le misure massime dell’intera opera saranno cm 298 di diametro x cm 182 di altezza (Vedi progetto grafico).

Salvatore Rizzuti, 14 febbraio 2011

 

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