A bassa voce

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La trecentottantesima edizione della festa di Santa Rosalia -il Festino- ha qualcosa di Caltabellottese. Il 15 luglio l’enorme carro di più di cinque metri a forma di barca che ha percorso il corso Vittorio Emanuele fino al Foro italico di Palermo ha portato la nuova statua in vetro – resina della Santa realizzata da Salvatore Rizzuti.
All’artista, infatti, l’amministrazione della città ha dato l’incarico di comporre l’opera: un riconoscimento al suo valore e alla sua capacità del quale dobbiamo essere fieri. Da alcune settimane Totà è stato al lavoro nei cantieri della Zisa per trasformare la materia grezza in un’opera d’arte che ha le fattezze della piccola donna nata nel dodicesimo secolo a Santo Stefano di Quisquina da una famiglia che vantava la propria discendenza da Carlo Magno e le ossa della quale, scoperte miracolosamente secondo la tradizione in una grotta di Monte Pellegrino nel 1624, portate in processione, salvarono Palermo dalla peste.
Dopo alcuni decenni, Rosalia divenne la protettrice della città e da allora quella in suo onore è diventata una festa che richiama e coinvolge tutto il popolo.
Con una intelligente innovazione, Orlando ha deciso di chiamare degli artisti per realizzare di anno in anno una statua nuova. A Totò Rizzuti è toccato il primo incarico. Egli, inoltre, come docente dell’Accademia delle Belle Arti ha seguito otto suoi allievi che hanno modellato dieci festoni ad ornamento per il carro. Ad un caltabellottese che continua a farsi onore con il proprio ingegno non possono mancare i nostri compiacimenti.
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