Dopo il raid vandalico in piazza, Crispi ha di nuovo lo “spadino”

MONUMENTI. Ieri mattina l’artista Salvatore Rizzuti ha ripristinato l’opera

Spadino nuovo doveva essere e spadino nuovo fu, per necessità dopo l’assalto vandalico dei mesi scorsi ai danni del monumento a Francesco Crispi, statista di lungo corso, e alla prima moglie Rosalie Montmasson collocato in piazza Giovanni XXIII (già piazza Duomo). Stavolta non più in bronzo come tutto il resto del monumento, ma in ottone. A rimetterlo a posto e a ripristinare lo “status” originario del monumento allo statista di origini riberesi ci ha pensato ieri mattina, come aveva promesso, l’autore dell’opera, lo scultore caltabellottese Salvatore Rizzuti. Lo ha fatto a titolo gratuito su sollecitazione del sindaco Carmelo Pace e dell’assessore ai lavori pubblici Baldassare Tramuta, che di buon mattino ha assistito alle complesse operazioni di ricucitura, fatta in modo tale che lo spadino possa essere difficilmente staccabile. Ci ha lavorato con maestria e passione e pazienza per un paio di ore il maestro Rizzuti arrivato appositamente da Palermo per onorare il suo impegno nei confronti dell’amministrazione comunale e della città (“Entro agosto – aveva detto nei giorni scorsi – dopo gli impegni palermitani con il carro di santa Rosalia riattaccherò lo spadino”). Adesso si spera solo che il monumento venga lasciato definitivamente in pace per essere ammirato da quanti si recano nella città natale del Crispi.

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