La natura come teatro dell’allegoria e della finzione

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L’immagine del mito è nel bronzo di Salvatore Rizzuti, davvero notevole per la misura con cui è risolta la torsione di quel corpo che si avvolge su se stesso: Leda è diventata essa stessa, nel collo serpentino, un cigno e, colta nella tensione di un eros solitario e supremo, è l’immagine della metamorfosi della materia, ma anche più profondamente del narcisismo sotteso ad ogni esperienza amorosa.

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