Il carro fenderà le onde, sfidando la “tempesta”

Decine di artisti sul palco del ForoItalico, poi gran finale con i fuochi

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A dispetto del nome, che è quasi un diminuitivo, il Festino è un occasione grandiosa di sforzo artistico e artigianale: decine di carpentieri, sarti, pittori, fabbri, collaborano alla realizzazione del “vestito della festa” che la città indossa per la grande occasione. Il Carro Trionfale, fulcro del grande corteo del 14 luglio, viene costruito ex-novo quest’anno su progetto dello scenografo Renzo Milan, su ispirazione di due motivi dominanti: la forma a imbarcazione, come insegna l’iconografia e come tramanda la storia della venerazione della Santuzza; i color idi Palermo e del Mediterraneo, che ancora oggi si ritrovano nelle maioliche tradizionali.
Il Carro sembrerà fendere con la sua prua delle onde marine, mentre la statua della Santuzza sovrasterà un Monte Pellegrino scenografico su cui prenderanno posto i personaggi-simbolo di questa edizione del Festino: quelli che sono stati definiti i “santi d’oggi”. La statua di Santa Rosalia, a cui ogni anno i palermitani rivolgono un occhio critico e benevolo allo stesso tempo, quest’anno è realizzata dallo scultore Salvatore Rizzuti, coadiuvato da uno stuolo di giovani allievi.
Il corteo di stasera è da sempre il momento di maggiore partecipazione per i palermitani e per i turisti. Quest’anno sarà una grande e festosa sfilata multicolore, ricca di musica e danze, animato non solo dagli artisti che vi prendono parte ma anche da una moltitudine di comunità, da quella sportiva a quella etnica. I costumi ideati da Maria Adele Cipolla e Francesca Pipi, saranno più simili ad un’uniforme colorata che ha veri abiti di scena. Diventeranno il simbolo della partecipazione, sui cui si rincorre un simbolo dominante: quello della Santuzza, ovviamente! Oltre ai musicisti e ai danzatori, sfileranno i rappresentanti in costume delle maggiori etnie residenti in città, tra cui spicca la comunità tamil, con tanto di elefante – finto – baldacchino e stendardi: sono i rappresentanti di una delle etnie più numerose e meglio integrate nella città, il simbolo di una nuova società, aperta e multiculturale. Accanto a loro gli sportivi di varie specialità e tante altre “comunità” che aderiranno spontaneamente. Un’area del corteo sarà riservata ai portatori di handicap, accompagnati e protetti da uno stuolo di assistenti volontari.
Nel dettaglio, la kermesse partirà alle 21.30 dalla Cattedrale, dove l’avvio del corteo sarà accompagnato dalla rappresentazione “Accuminciamu cristiani beddi”. Poco più avanti, tra piazza Bologni e via Roma è previsto il “Fest  mob – il Festino siamo noi”, mentre nella tappa dei Quattro Canti (ribattezzata “Tutti supra ‘stu Carru”) dovrebbe salire il sindaco Leoluca Orlando. Lo spettacolo di Porta Felice si chiama “Viva la Virginedda Rusulia”; i fuochi d’artificio al Foro Italico, “Focu ri gioia e d’alligria”, chiuderanno la 388esima edizione. Sul grande palco del prato dalle 22 si alterneranno le Malerbe (Gero Guagliardo, Giovanni Mangalaviti, Cristiano Pasca), Vassily Sortino, Roberto Pizzo, Lorenzo Pasqua; Jack and the Starlinghters (Gioacchino Cottone, Dario Lo Giudice, Danilo Mercadante, Fabrizio Pacera); Corde Pazze, Famiglia del Sud, Nkantu d’Aziz. Inoltre si esibiranno Andrea Gioè, the Ballroom Kings, Cirrone, Piccola Orchestra Malarazza, Matri Mia ed è prevista la partecipazione straordinaria di Paolo Briguglia, Serena Barone, Stefania Blandeburgo, Vincenzo Ferrera, Corrado Fortuna e Orio Scaduto.

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