Il crocefisso che annunzia la vita

[…] Il parroco Gioacchino Gambino, che si interessa all’arte cristiana d’oggi, si è rivolto al professor Salvatore Rizzuti, titolare della cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti di Palermo, manifestando il bisogno di un’opera religiosa in cui fosse manifesta, con l’enigma della morte, la cortezza della vita.
L’artista medita a lungo sul tema dell’olocausto, ripercorrendo il dramma del Figlio dell’uomo, da lui sintetizzato in un linguaggio plastico, di matrice realista, in grado di significare la divinità del condannato. Nel silenzio dell’atelier resta a contemplare la tragedia del Golgota, dove l’Innocente, inchiodato a due assi, “dorme” con il capo reclinato tra le braccia del Padre. Così lo scultore riesce a modellare nel legno il Crocefisso, il cui corpo non rivela tracce delle flagellazioni e delle violenze subite. E’ il corpo che fin dall’alto della croce inizia la Sua trasfigurazione.
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