Il Festino 2012 ha un’anima giovane

SANTA ROSALIA. Una domenica fra i ragazzi dell’Accademia di Belle Arti all’opera per la realizzazione di carro, video, danze ed effetti speciali

Scenografi e scultori impegnati 16 ore al giorno ai Cantieri culturali della Zisa: “Un grande lavoro di squadra”

La statua della Santuzza, in resina, sarà alta 2,23 metri. E sarà piazzata sul carro trionfale, che rappresenterà un monte Pellegrino fantastico, con 700 maioliche dipinte a mano.

L’odore di vernice è “inebriante”, di fronte c’è lei: la statua della Santuzza appena tirata fuori dallo stampo. Siamo all’interno della scuola di scultura , sezione dell’Accademia di Belle Arti dove, insieme con Salvatore Rizzuti, scultore e docente, che si è occupato dell’ideazione della statua e al collega Giacomo Rizzo, scultore e collaboratore per la realizzazione in resina di Santa Rosalia, ci sono gli allievi che stanno modellando i festoni.
Sono le dieci del mattino, è domenica, e all’interno dei Cantieri culturali alla Zisa sono tutti al lavoro già da diverse ore. “La statua è alta 2,23 metri. L’ho modellata in creta – spiega Rizzuti – poi ho fatto lo stampo. Infine, da questo stampo, ho ricavato la resina: fase tecnica affidata al collega Giacomo Rizzo”. Adriano Ferrante frequenta il secondo anno del biennio specialistico di scultura: “Ci siamo occupati della realizzazione dei dieci festoni che, dopo la fase di pittura da parte dei colleghi di Scenografia, saranno applicati al carro”. Gli otto allievi del laboratorio di scultura stanno lavorando tutti i giorni, per sedici ore al giorno circa. “Abbiamo iniziato a lavorare alla modellatura delle sculture il 14 giugno – dice Daniele Notaro -. Le fasi tecniche della scultura sono molto lunghe: si passa dalla modellatura del positivo in argilla alla formatura in gesso, che comporta una serie di passaggi tecnici, sino ad arrivare alla resina. Ciò richiede tempi di lavoro lunghi, dettati dal materiale stesso. Di conseguenza, iniziamo a lavorare alle sette del mattino e finiamo a mezzanotte. Dipende, insomma, dalle esigenze. E’ un lavoro faticoso, ma che regala molte soddisfazioni.” In più, “questa esperienza del Festino – aggiunge Giovanni Sammarco, anche lui studente – ci ha dato l’opportunità di fare un lavoro di squadra”.
La retribuzione per il lavoro di questi ragazzi? E’ di 400 euro lorde, ma a loro poco importa: quello che conta è lavorare per la loro città. A 20 metri di distanza, si trova l’altro laboratorio. Qui si sta ultimando il grande carro trionfale a forma di nave con dentro “un monte pellegrino fantastico (dove sarà posta la statua ndr), tutto dipinto con acrilici, trattati come se fossero acquerelli”, spiega Renzo Milan, veneziano, che vive a Palermo da 23 anni, ideatore e coordinatore di scenografie e carro trionfale. E ancora in acrilico sono le maioliche, in tutto 700, dipinte a mano dai ragazzi di Scenografia. Intanto, Claudio La Fata, laureando in Scenografia, e Rosalba Corrao, scenografa di Bagheria, stanno dipingendo i festoni, guidati da Christian Lanni, scenografo del teatro Massimo, che ha contribuito a realizzare in modo pittorico l’idea di Milan. “I ragazzi hanno fatto un lavoro eccelso”, dice Lanni. Dall’altra parte, nei locali riservati agli uffici, c’è Sandro Tranchina, ideatore del progetto del 388° Festino “dedicato a chi fa miracoli”. Al primo piano ci sono Ruggero Di Maggio, coordinatore dei videolinguaggi, e il gruppo di video Mapping: “Stiamo lavorando a visualizzare un testo scritto da Pippo Montedoro e recitato da franco Scaldati. Faremo un’illustrazione di questo teso”. Il video Mapping in 3D sarà proiettato ai Quattro Canti. Santina Franco, del coordinamento danza, spiega: “Ho creato una doppia compagnia: una composta da 15 maestri di danza e l’altra da dieci allievi. Ci sarà una prima esibizione di apertura sul piano della Cattedrale. Poi la parte dedicata al Fest Mob, durante il corteo, che vedrà la partecipazione di 120 danzatori delle scuole di danza”. Infine è stata tolta dai rifiuti la statua della Santuzza – decapitata e mutilata – realizzata nel ’74 dall’architetto Rodo Santoro. A lei è stato riservato un angolo, all’interno del laboratorio del carro.

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