Per Crispi un nuovo monumento. Inaugurazione in Piazza Duomo

UNITà D’ITALIA. La cerimonia tenuta alla presenza tra gli altri del presidente della provincia D’Orsi e dei sindaci della zona

Lo statista è raffigurato seduto con accanto Rosalie Montmasson, una delle tre mogli

Il sindaco Pace, nel discorso pronunciato, ha sottolineato la necessità di rivalutare la figura di un personaggio che ha dato molto per la Nazione.

Francesco Crispi, già presidente del consiglio dei ministri, nato a Ribera, secondo le fonti più accreditate, ha un nuovo monumento in suo ricordo in città. E’ stato inaugurato ieri mattina in occasione del Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Itlaia. lo ha ideato Salvatore Rizzuti, caltabellottese, scultore e docente del Corso di scultura all’Accademia delle Belle Arti di Palermo, grazie al finanziamento.

L’opera realizzata è costata circa 65 mila euro

(di 63.600) ottenuto dal Consiglio dei Ministri. L’opera è stata posizionata in piazza “Giovanni XXIII”, già piazza Duomo ed è statarealizzata con le figure in dimensioni al vero. Le due figure sono in bronzo, mentre l’intero basamento è realizzato con lastre in marmo di travertino. Sono riprodotti Francesco Crispi accanto a Rosalie Montmasson, moglie dello statista, unica donna a partecipare all’impresa dei Mille, che gli fu accanto nella vita e nell’impresa rivoluzionaria e politica. La cerimonia è stata preceduta da convegno su “Crispi, la Sicilia e l’impresa dei Mille” che si è svolto presso la Sala consiliare del Palazzo di Città e dall’inaugurazione della “Mostra su Francesco Crispi e l’Unità d’Italia” presso la Sala convegni del comune. Alla cerimonia di scopertura del monumento hanno partecipato tra gli altri il presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D’Orsi, il questore di Catania Antonino Cufalo, riberese, i sindaci del comprensorio, parlamentari, forze dell’ordine, i corpi di Polizia municipale dei paesi limitrofi e alcune associazioni. “Emozione ed orgoglio – ha affermato il sindaco Carmelo Pace nel corso del suo intervento – sono i sentimenti che mi hanno accompagnato durante questi giorni e che adesso, qui, si rafforzano e si miscelano ad una densa dose di orgoglio. Il finanziamento erogato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri finalizzato alla realizzazione di questo monumento, ci ha permesso di onorare il nostro storico concittadino Francesco Crispi, contribuendo a rilanciarne la storia umana e politica. Non intendo giudicare Francesco Crispi né la sua storia fatta di luci, di ombre e di mille contradddizioni. Di certo, oggi più che mai, da italiano, da siciliano e da riberese avverto il dovere di valorizzarne il ricordo, di diffonderne la conoscenza.

PARLA L’AUTORE DEL MONUMENTO. Partecipò alla spedizione dei Mille

Rizzuti: “Ecco perché ho collocato anche la moglie Rosalie”

Un monumento a Crispi, non da solo ma insieme ad una delle tre mogli, la seconda che, come ha precisato l’autore dell’opera Salvatore Rizzuti, ha avuto lo statista e, peraltro, da questi ripudiata dopo venticinque anni di vita coniugale. E’ uno degli argomenti che ha fatto discutere in città prima della collocazione del monumento inaugurato ieri mattina, bruciando i tempi, per arrivare entro la fine dell’anno, che segna il Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, a tal punto che sulla lapide commemorativa per la fretta è saltata una “n” nella scritta che fa riferimento a “centenario”. Quella presenza di Rosalie Montmasson accanto a Crispi, così, è stata oggetto di gran parte dell’intervento dell’autore dell’opera che ha voluto dichiarare le ragioni che lo hanno spinto a collocare la donna, che regge in una mano una spada e nell’altra una clessidra, raffigurata all’impiedi accanto allo statista. “Si tratta di una figura ‘bellissima’, donna combattiva – ha sostenuto Rizzuti – che ha un suo ruolo nel movimento rivoluzionario che è nato con la spedizione dei Mille, come partecipe ai moti, alla rivoluzione, alla rivolta contro i Borboni. Fu un personaggio rivoluzionario, attivo accanto al Crispi”. Rizzuti ha chiarito di aver voluto collocare Rosalie Montmasson “come contro canto, come nota critica verso Crispi stesso, per dare ragione a quelle ideologie che contro Crispi si manfiestano”. Una donna, quindi, che non poteva sfuggire all’attenzione dell’artista, (premiato per l’occasione insieme con l’onorevole Giuseppe Ruvolo e lo storico Mimmo Macaluso, per l’impegno profuso per la realizzazione dell’evento), che ha voluto così renderle omaggio a ricordo di quanto fatto con il suo più celebre sposo per completare l’idea, allora rivoluzionaria, di fare dell’Italia un solo corpo.

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