Salvatore Rizzuti e la statua bronzea di Francesco Crispi

Francesco Crispi, politico sicuramente discusso e controverso, è stato però il primo fra i tre Presidenti del Consiglio siciliani in 150 d’Unità d’Italia. Seguito da Antonio di Rudinì e nel secolo successivo da Vittorio Emanuele Orlando. E’ stato anche titolare di Dicasteri importanti e Presidente della Camera

Nel maggio scorso l’Amministrazione Comunale di Ribera in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con finanziamento da parte del Consiglio dei Ministri, aveva pensato bene d’erigere un monumento in bronzo dell’illustre statista riberese Francesco Crispi dando incarico diretto al nostro stimato concittadino: lo scultore Salvatore Rizzuti.
La ragione che ha spinto il sindaco di Ribera a scegliere Rizzuti anziché altri è data dalle parole che ebbe a scrivere di lui, sul Corriere della Sera di tanti anni fa, Leonardo Sciascia.
Diciamo subito che Francesco Crispi, politico sicuramente controverso, è stato il primo fra i tre Presidenti del Consiglio siciliani in 150 Unità d’Italia. Seguito da Antonio Starabba marchese di Rudinì e nel secolo successivo, dopo la disfatta di Caporetto, dal palermitano Vittorio Emanuele Orlando. Crispi peraltro lo è stato per tre volte. E’ stato poi in altre occasioni titolare di Dicasteri importanti e anche Presidente della Camera.
E’ stato fautore della spedizione di Mille alla quale ha partecipato egli stesso assieme alla sua seconda moglie Rose Montmasson, che i garibaldini chiamavano Rosalia.
Controverso è stato anche il rapporto che l’illustre riberese ha avuto con il paese natio e con il territorio circostante essendo il padre proveniente da Palazzo Adriano e la mamma, Giuseppa Genova, originaria di Caltabellotta. Quest’ultima ragione per la quale molto porbabilmente Totò Rizzuti ha pensato bene di trasformare per l’occasione il piano terra della sua casa natia di via Colonnelo Vita in “Atelier a porte aperte”. Aperto a tutti i passanti naturalmente e a tutti coloro che non avevano mai visto lavorare uno scultore in diretta. Dando prova visiva a chiunque lo volesse del suo talento e della sua maestria.
Quest’estate, quindi, i numerosi turisti che hanno visitato la nostra cittadina e ovviamente i caltabellotesi residenti hanno avuto la possibilità non da poco di poter osservare da vicino come nasce un’opera d’arte e in particolar modo come si realizza una scultura.
Partendo dal suo abbozzo iniziale miniaturizzato fino agli ultimi preparativi per mandare in fonderia gli stampi da cui esce fuori l’opera bronzea finita. Cosa assolutamente interessante specie per i non addetti ai lavori che spesso si chiedono, ed io fra questi, come fa un artista a trarre da un blocco di marmo o da un unico pezzo di legno l’opera che talvolta sembra semplicemente nascosta dentro la materia, dando l’impressione che lo scultore si sia limitato solamente ad eliminare la parte di materiale superfluo che l’avvolgeva.
Proprio come quando si scarta un regalo delicato bene avvolto. In più di un’opera di Rizzuti quest’effetto si nota con chiarezza. Logicamente non è così. Per fare in modo che “sembri” così ci vuole tanta sensibilità, tanta fantasia e soprattutto tanta manualità da parte di un artista. E il nostro Totò Rizzuti indiscutibilmente artista lo è. Forse di più di quanto lui stesso non pensi.
Sappiamo benissimo che per un pittore, un poeta o uno scultore e per un artista in genere appunto la cosa importante e basilare è avere l’ispirazione prima della realizzazione di un’opera. E non deve essere semplicissimo trovarla per un’opera commissionata da altri.
Si capisce che il nostro autore prima di approcciarsi alla realizzazione del bronzo abbia voluto e dovuto documentarsi sulla vita e le opere dell’illustre riberese facendo le opportune ricerche storiche e studi approfonditi. Dopo di che ha deciso di rappresentare lo statista seduto come al tavolo di un bar con accanto proprio la seconda moglie che tiene nella mano destra una spada sguainata e nella sinistra una piccola clessidra a indicare l’inesorabile fluire del tempo, che spinge a sbrigarsi per realizzare le cose importanti che restano da fare.
L’opera finita, a grandezza naturale, è stata collocata nella Piazza principale di Ribera accanto alla Chiesa Madre e inaugurata in pompa magna il 27 dicembre 2011 alla presenza di numerosissimi sindaci dei comuni del territorio della nostra Provincia, Presidente compreso.
Erano presenti inoltre autorità civili, militari e religiose riscuotendo, a collocazione effettuata, un notevole successo di pubblico e di critica. Il gruppo bronzeo, per come è d’uso da diversi anni a questa parte in tutta Italia, non è stato collocato su di un piedistallo e posto al centro della piazza, come si sarebbe fatto un tempo, bensì sul lato destro della stessa e molto vicina al marciapiedi proprio per essere più vicina alla gente che la osserva.
Anche Ribera quindi potrà vantarsi, d’ora in poi, di avere un lavoro importante di Totò Rizzuti e Caltabellotta di averla vista nascere. Dai lavori preliminari per la esecuzione dei bozzetti alla realizzazione delle due figure in gesso, fino alla preparazione degli stampi da portare in fonderia per la fusione dell’opera. All’ultimissima fase ho assistito anch’io.

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