Scolpire Crispi nella Pace di Caltabellotta

Il ticchettio dello scalpello segnava, quasi, il ritmo del passo che stavo compiendo lungo la via Colonnello Vita. L’atmosfera magica di Caltabellotta includeva anche, in quel momento, un suono che mi ha incuriosito parecchio, fino a cercare la sua fonte.
Entro all’interno dei locali che ospitarono una banca. Davanti a me appare un uomo che avevo già visto in precedenza, nel corso della mostra delle sue opere, delle sue sculture. E’ Salvatore Rizzuti. Anche al buio, il maestro si riconosce per via del suo modo di fare. Delicato, quasi sempre i suoi movimenti sono in punta di piedi. Quando lo incontrai alla mostra, mi raccomandò, molto delicatamente, di risaltare, nelle foto, i contrasti. Le sue creature vivono di contrasti, tra chiaro e scuro.
Non così, invece, in quel piano terra di via Colonnello Vita. Porte aperte alla curiosità della gente, alla quale si è offerta di vivere i momenti magici dell’arte, della scultura. Il maestro Rizzuti crea l’opera non nell’ambito ristretto di una stanza chiusa al pubblico. No, apre le porte per incuriosire i caltabellottesi. Lui, nato in questa magica terra abbarbicata alla roccia. Quella roccia dura che, invece, riesce a rendere dolce con la sua arte, la sua maestria. “Ho scelto di creare l’opera dedicata a Francesco Crispi a Caltabellotta perché ho capito che ai miei concittadini piace l’arte. Lavorando qui, in questo piano terra, ho offerto la possibilità alla gente di assistere alla creazione dell’opera”, mi spiega.
Ma non è contento solo a stuzzicare la curiosità. “Ho in mente di mettere su un laboratorio per dare la possibilità a quanti amano l’arte di compiere i primi passi verso la scultura”. Mentre scolpisce, il maestro “intrattiene” gli ospiti. Parla con loro offrendo tante spiegazioni, e loro parlano con lui con tono preso dal fascino di chi è consapevole di partecipare ad un evento storico. “Vede, il contatto con la gente mi crea emozione. E poi, il fresco di questa stanza mi aiuta nel lavoro”.
Silenzio, fresco, pace. Sono tre ingredienti che, insieme alla divina arte scultorea del maestro, stanno immortalando Francesco Crispi insieme alla sua seconda moglie, Rosalia Montmasson.
Il maestro, mentre lo riprendo, mi spiega ogni particolare della sua opera. Mi narra del ruolo di Rosalia Montmasson, in modo esaustivo, profondo. Sembra quasi innamorato della donna. Mi spiega che “la spada nella mando destra, vuol significare che la Montmasson fu una signora combattiva nel senso pieno del termine. Pare sia stata l’unica donna a partecipare alla spedizione dei mille, dopo averla voluta e preparata insieme al marito. Pare sia imbarcata alla volta della Sicilia travestita da soldato sul piroscafo ‘Piemonte’ all’insaputa di Crispi, che invece l’aveva invitata ad attenderlo in Liguria”.
Più avanti nelle nostre pagine, Roberto D’Alberto ci racconta meglio i particolari dell’opera del maestro Rizzuti. A me rimane il bel ricordo di un pomeriggio trascorso tra la magia dell’arte del maestro Rizzuti.
Grazie, maestro.

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