Trionfo di luce musica e colori per la Santuzza

Il carro trainato dai giovani di Addiopizzo e il corteo delle comunità migranti

Un Festino dedicato alle mille anime della città, un evento multiculturale destinato ad accendere i riflettori su chi, tra la società civile, “fa miracoli tutti i giorni”. E’ lo spirito dell’edizione 388 del Festino di Santa Rosalia, promosso dal Comune di Palermo, che come tradizione avrà il suo fulcro nella notte del 14 luglio con in lungo percorso da Porta Nuova fino alla Marina. “Il Festino di quest’anno nasce da un progetto che coinvolge un folto staff di creativi – dice l’assessore alla Cultura Francesco Giambrone – che hanno dato vita alla macchina artistica sul progetto di Sandro Tranchina. Spicca, in ogni fase della festa, la partecipazione degli allievi dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio di musica Vincenzo Bellini”.
Il carro trionfale sarà trainato dai giovani di Addiopizzo e accoglierà all’interno i rappresentanti di trenta storie simbolo della società civile. Costruito ex novo, il carro ha la forma di una grande barca, che richiama i colori del mare, del sole e della terra, e lo scafo ricoperto di piastrelle dipinte con i motivi delle ceramiche dei popoli del Mediterraneo. La statua di Santa Rosalia, realizzata dallo scultore Salvatore Rizzuti, raffigura una fanciulla slanciata, con i capelli sciolti sulle spalle e “una veste bianca che mette in evidenza le forme – racconta l’artista, docente dell’Accademia di Belle Arti – mantenendo una grazia e una sublime purezza”. A precedere il carro ci sarà un palcoscenico mobile con un’orchestra di ottoni, che accompagnerà con musiche festose tutto il corteo e ai piedi del palco danzatori e danzatrici. In testa, circa 200 figuranti di un corteo indiano realizzato con i membri delle comunità cittadine, con un elefante in polistirolo di dimensioni reali, recuperato dagli archivi scenografici del Teatro Massimo, e poi danzatori e attori sui trampoli. La prima tappa è alla Cattedrale: qui in video il puparo Mimmo Cuticchio reciterà un prologo al Festino, secondo le tecniche del cunto e della narrazione. Un ensamble orchestrale di musica classica del Conservatorio eseguirà brani da “Cavalleria rusticana”, musiche di Marco Betta per il film “Il manoscritto del Principe” di Roberto Andò e due triumphi arrangiati in versione pop. A Piazza Bologni, il momento del “Fest mob”, una coreografia guidata da danzatori professionisti, su arrangiamenti di musica ska, che coinvolgerà direttamente il grande pubblico. Ai Quattro Canti, invece, proiezioni 3D, che interagiranno e animeranno i fronti di piazza Vigliena mentre da un video Franco Scaldati reciterà un poemetto di Pippo Montedoro. E poi sotto una pioggia di petali, il tradizionale grido del Sindaco “Viva Palermo e Santa Rosalia”.
In via Roma si ripeterà il “Fest mob” e a Porta Felice gran finale con gli attori che dai bastioni renderanno il loro particolare saluto alla Santa. La chiusura vedrà il Concerto per fuochi d’artificio in sincrono con musica pop, rock e da film, con l’ensamble di Nuovi linguaggi del Conservatorio. Ma la Festa sul prato del Foro Italico continuerà perché dal palco montato al Foro Italico, attori, band e autori continueranno a rendere omaggio alla Santa, ciascuno a suo modo, fino al mattino.

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