Un Festino contro le nuove pesti

Presentata ieri alla Curia la 388 edizione. Sarà sobria e dedicata a chi fa… miracoli

E’ il Festino dedicato a chi fa miracoli, dalla sobrietà della spesa – poco meno di 500 mila euro – più legato al presente che al passato, con il coinvolgimento di immigrati, sacerdoti, operatori sociali, volontari, artisti, artigiani, un popolo di 1200 persone, una piccola comunità.
“Una risorsa finanziari – spiega l’assessore Francesco Giambrone – che abbiamo investito sulla economia della città. In un momento di grande crisi del lavoro c’è questo primo risultato”. Per Leoluca Orlando è il 14° Festino, ma è come se fosse il primo. Il sindaco confessa di essere emozionato. Dice “I valori richiamati da Santa Rosalia e da Don Pino Puglisi si ripropongono attraverso un racconto di storie, di storie vissute, non da parte di marziani, ma da parte di persone che vivono in questa città, che magari sono vicini di pianerottolo del condominio che noi per tanto tempo abbiamo ignorato”. E il card. Paolo Romeo: “Rosalia, col suo volto radioso e pieno di Paradiso e con la concretezza della sua santità, torna a riproporre ai palermitani la speranza . Constatiamo che ci sono nuove forme di peste. L’illegalità rimane a grande respiro, c’è la mancanza di lavoro che spinge le persone a ricorrere ad altri mezzi per sopravvivere. Ma con l’intercessione della Santuzza siamo incoraggiati a lottare per debellare tutti i focolai pestilenziali del male che, prima che fuori, trovano incubazione nel profondo del nostro cuore. Così ha fatto Don Pino Puglisi, di cui, appena pochi giorni fa, il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto approvare il martirio”. Il 14 luglio (21.30) nel Piano della Cattedrale da una voce narrante (Mimmo Cuticchio) nello stile del cunto dell’opera dei pupi ci immergerà nell’atmosfera del racconto. Intanto entreranno sulla scena gli allievi del Conservatorio di Palermo e sulle loro note si vedrà un corpo di ballo danzare.
Il grande protagonista sarà il carro trionfale, nuovo di zecca, ideato dal veneto Renzo Milan con la collaborazione delle maestranze del cantiere municipale Coime e di giovani dell’Accademia delle Belle Arti. In cima alla macchina monumentale la scultura di Santa Rosalia realizzata da Salvatore Rizzuti. Sarà una grande festa di musica e di luci. Il carro sembrerà fendere con la sua prua delle onde marine mentre la statua della Santuzza sovrasterà un Monte Pellegrino scenografico su cui prenderanno posto rappresentanti della società civile, quella vera e pulsante della città, persone straordinariamente normali: Amadou Gindou, naufrago arrivato dal Burkina Faso; Roberta Cascio, presidente del comitato italiano paraolimpico, DOn Giovanni D’Andrea, che gestisce l’oratorio di Santa Chiara e Addiopizzo, un’associazione da otto anni impegnata nella legalità contro il racket. Ci sarà anche Biagio Conte.
Lo scafo sarà preceduto da un palcoscenico su ruote, su cui troverà posto un’orchestra di ottoni che accompagnerà con musiche festose l’intero corteo fino al Foro Italico. Ci saranno circa 200 danzatrici e danzatori per il flash mob, 40 figuranti, 6 attori su trampoli con megafono.
La prima sosta a piazza Bologni con musica popolare “ciuri ciuri” e arrangiamento in versione ska. Ai Quattro Canti di Città il corteo si dividerà in due blocchi. A Porta Felice il grande finale. I giochi di fuoco e una non stop di musica.

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