Uno scrigno strapieno d’arte

Nella Real Cantina Borbonica di Partinico fino al 16 settembre una “mostra a tre”

La Real Cantina Borbonica di Partinico costruzione risalente al 1800 voluta da Ferdinando III re di Sicilia è una delle opere più importanti realizzate in Provincia di Palermo. Da pochi anni è stata restaurata, aperta al pubblico, e ha ospitato una serie di eventi particolari. La cantina fu progettata dall’architetto partinicese Giuseppe Patti. I lavori di edificazione furono ultimati in circa due anni. La Reale Cantina Borbonica fu a servizio di una estensione terriera di circa 80 salme. Il complesso corredato anche di fondaco e locanda serviva alla vendita dei prodotti che la Real Azienda commerciava. Nella parte dell’immobile adibito a cantina si riservava anche uno spazio per i liquori e gli olii; non mancavano magazzini per frumento, frutta, verdura, orzo e quanto si produceva nell’azienda.
La struttura oggi è considerata una grande opera d’arte e non è mancato l’intuito, il buon senso e il grande amore per l’arte a spingere ed unire i tre rinomati artisti ad esporre le loro opere all’interno del complesso, con lo scopo di farlo conoscere. Ma come d’incanto, sarà lo stesso complesso per le proprie peculiarità e fascino a valorizzare ancor di più le ospitanti opere. “Incontri – tre artisti in cantina” questo è il titolo della mostra espositiva che sarà aperta al pubblico fino al 16 settembre prossimo con opere realizzate da Maria Fratusco, Salvatore Rizzuti e Calogero Piro.
Dichiara l’artista Maria Fratusco: “Questa mostra nasce dal desiderio di tre persone di fare qualcosa insieme in un luogo poco conosciuto ma meritevole di essere scoperto vista la sua storia”. La stessa che realizza i suoi lavori in vetro intende esprimere attraverso le sue opere l’eterno conflitto tra uomo e donna e la supremazia del maschio. Nelle sue opere la Fratusco usa fondere assieme al vetro una rete quale confine di un limite.
Lo scultore Salvatore Rizzuti che ha realizzato le sue opere in terracotta e in legno si definisce un figurativo e pur essendo un artista contemporaneo le sue opere non sono assolutamente astratte. L’opera più interessante da visionare realizzata con sei tipi diversi di legno è denominata: “Omaggio a Piero“, dedicata a Piero della Francesca ed è rappresentata da due figure. Lui stesso definisce l’opera: “Un elogio al Rinascimento”.
I colori acrilici e le tecniche miste su tela sono invece gli strumenti che il pittore e ceramista non ché grafico Calogero Piro, attingendo le sue fonti di ispirazione dai colori di Sicilia, usa per realizzare le sue opere. “Le ceramiche che realizzo non sono altro che le mie pitture che prendono forma nello spazio; così la biodimensionalità diventa tridimensionalità”. “Le ogive sono molto alte (così l’artista definisce le ceramiche che realizza) 8 per 1,20 cm, lavorate manualmente con argilla che viene infornata, smaltata di bianco e poi dipinta e rinfornata di nuovo”. “Le definisco ogive – continua Piro – perché hanno una forma allungata, come se fosse il bozzolo della vita piena di gioie e dolori”.
Il complesso della Real Cantina Borbonica e i tre artisti condividono a distanza di circa due secoli l’essenza dell’arte usando la manualità per la lavorazione della materia.

Leggi l’articolo in .pdf

Condividi
Newsletter

Newsletter


Iscriviti alla newsletter per ricevere informazioni sull'attività di Salvatore Rizzuti