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Manuale di Tecniche della Scultura

 

Manuale di Tecniche della SculturaIL LIBRO

«L’autore, dalla sua ricca e varia angolatura di scultore, di docente dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, di profondo conoscitore della storia dell’arte, ha dato uno strumento di conoscenza indispensabile e un supporto fondamentale sia ai professionisti, scultori del futuro, sia agli amanti della disciplina. Infatti in modo chiaro ed efficace viene ribadito come teoria e pratica siano indissolubili, e alla conoscenza dei procedimenti tecnici e delle materie che si lavorano sia coniugato l’estro creativo […].
«Un prontuario delle diverse tecniche artistiche che inquadra interessi teorici, sempre secondo la coscienza della nobiltà dell’arte e della grandezza che ogni scultore vi esprime. I materiali esaminati sono l’argilla, la terracotta, il gesso, la gomma siliconica, la scultura in vetroresina, in legno, in pietra, in bronzo e in resina poliestere, il tutto arricchito da un ricco corredo fotografico».

Tratto dalla presentazione di Valeria Di Piazza

Salvatore Rizzuti, scultore e docente emerito della Cattedra di Scultura detenuta per ben trentacinque anni presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, illustra in questo Manuale, con dovizia di particolari e con un ricchissimo repertorio fotografico attinto alla propria esperienza artistica, le tecniche della Scultura, lasciando ben trasparire, ad ogni pagina, una visione della tecnica non in quanto mezzo o strumento, ma in quanto vera e propria arte del fare.
Coniugando infatti la mano e la mente – che non a caso nell’antico etimo hanno una comune radice indoeuropea, la stessa che dà nome a Manu, l’uomo primordiale –, la tecnica rappresenta una peculiarità propria soltanto all’essere umano: quella dell’intelligenza creativa, cioè di quel filo impercettibile che intreccia inestricabilmente ciò che l’uomo è e pensa a ciò che esprime e fa, rendendolo poieticamente possibile attraverso soluzioni sempre nuove, che scaturiscono da un approccio dinamico e inventivo alla realtà. Mano e mente insieme creano e ricreano il mondo, lo manifestano sognandolo dapprima e poi realizzandolo nell’incessante tessitura tra interiorità ed esteriorità attraverso le tecniche, che, una volta interiorizzate, possono essere immensamente arricchite dai molteplici suggerimenti delle risorse tecnologiche più avanzate. Affidarsi a queste ultime, per converso, senza avere pienamente acquisito la padronanza della tecnica in quanto τέχνη e quindi “arte del saper operare”, rischia di inaridire la creatività costringendola alla dipendenza da strumenti esteriori e misconoscendo non solo il valore primario del pensiero creativo individuale, ma anche la possibilità di reinventare un mondo nuovo ad ogni sguardo.

L’AUTORE

Salvatore Rizzuti è nato a Caltabellotta nel 1949. Dal 1980 al 2015 è stato titolare della Cattedra di Scultura della stessa Accademia, dove si è anche occupato della cura e del restauro della Gipsoteca storica.
In trentacinque anni di docenza in Accademia ha creato uno stile e ha dato continuità alla storica tradizione figurativa, formando generazioni di allievi capaci di affrontare la Scultura propriamente detta, sia dal punto di vista creativo che dal punto di vista tecnico.
Dal 1998 al 2000 ha realizzato con i suoi allievi di Scultura il plastico in gesso e legno, in scala 1:10, della dismessa Grande Tribuna marmorea, opera di Antonello Gagini, che si trovava all’interno della Cattedrale di Palermo; il Plastico è attualmente esposto presso il Museo Diocesano di Palermo.
Ha realizzato diverse opere di committenza pubblica e privata.
Trentaquattro opere di Rizzuti sono in esposizione permanente al Museo Civico di Caltabellotta.

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Il libro è disponibile in libreria da dicembre 2015 al prezzo di copertina di € 28,00.
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La Tribuna di Antonello Gagini

 

MOTIVAZIONI E FINALITA’ DI QUESTO STUDIO

L’Accademia di Belle Arti di Palermo, massima Istituzione dello Stato nel campo delle arti visive, è nata nel 1886. All’interno di essa hanno operato, in veste di Direttori o docenti, artisti come Ernesto Basile, Mario Rutelli, Benedetto Civiletti, Ettore Ximenes, Archimede Campini, solo per citarne alcuni.
Tutti personaggi che hanno fortemente contribuito alla crescita culturale e artistica della città di Palermo tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900.
A questa nobile tradizione, ancora oggi, si vuole mantenere fede; impartendo agli allievi non solo la lezione didattica finalizzata alla creatività, ma stimolandoli anche alla ricerca e alla riscoperta degli artisti del passato e delle loro opere.
Tra questi, Antonello Gagini e figli, artefici della grandiosa Tribuna, eretta nella Cattedrale di Palermo dal 1510 al 1574, e demolita, disastrosamente, durante la ristrutturazione della Cattedrale avvenuta dal 1781 al 1801.
Infatti, negli anni accademici ’98-’99 e ’99-’00, nell’ambito del programma di ricerca della mia Cattedra, ho svolto, assieme agli allievi di scultura, un’approfondita ricerca finalizzata alla ricostruzione in scala della distrutta Tribuna.
La finalità di tale ricerca è stata quella di fare acquisire agli allievi la coscienza della storia, riportando alla luce, anche visivamente, l’originaria configurazione della Tribuna.
Lo studio non era finalizzato, così, solo a un mero esercizio didattico ed estetico, ma assumeva una valenza scientifica.
Pur senza affermare di avere affrontato e risolto tutti i problemi inerenti alla Tribuna, abbiamo cercato di risolvere quei problemi, se pur minimi, che abbiamo incontrato, nella maniera più ragionata possibile, relativamente alle nostre competenze di scultori. In ogni caso, lo “pseudo-prototipo” da noi realizzato vuole avere il solo scopo di fornire un piccolo contributo alla ricerca che studiosi più specialisti potranno portare avanti.
E’ ovvio, infatti, che la ricostruzione della Tribuna, soprattutto in mancanza di alcuni dati tecnici precisi, non può risultare del tutto veritiera, ma la puntigliosa descrizione dei cronisti del tempo ci ha aiutato sicuramente nell’approssimazione più attendibile. Ciò che importa è che il fruitore comune possa essere portato a conoscenza di ciò che avevamo, e che non abbiamo più a causa dell’incoscienza di chi ha saputo distruggere in un attimo ciò che era stato costruito in sessantaquattro anni da generazioni di scultori.

Tratto dalla pubblicazione “La Tribuna di Antonello Gagini” di Salvatore Rizzuti

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